Chi l’avrebbe detto, tante piccole sardine appiccicate in una piazza gremita hanno messo in fuga il Capitone Matteo Salvini. Prima Bologna poi Modena, Parma…molte città si stanno organizzando per portare in piazza le proprie Sardine ed il 30 Novembre anche Firenze si mobiliterà. Salvini KO, messo in fuga dai flash mob organizzati da pochi ragazzi in grado di sollevare un intero popolo fatto di persone perbene che non si arrendono alla deriva sovranista proposta dalla destra e dal Capitone Salvini. Che le Sardine stiano facendo tremare i polsi alla destra è evidente, dopo la mobilitazione di Capezzone (più un soprannome che un cognome) rilanciata da Dagospia, Salvini sta investendo soldi (rubli? 😉 ) nella sua sua campagna “Gattini per Salvini” attraverso la quale ha postato anche la foto di un gatto che si mangia un pesciolino. A parte che è inquietante e se fosse stato fatto verso di lui, avrebbe riempito i social con le sue lagne, ma poi ragazzi, sappiamo tutti per chi fanno il tifo i gattini…i gattini fanno il tifo per Civati!!! Aspetta, mi sono perso…ah, si, gattini per Salvini! Si tratta chiaramente di un’operazione-simpatia (no, ma ditemi voi oggi a chi sta simpatico Slavini, via giù! E’ tollerato dalla destra in quanto detentore del potere, ma simpatico noperdavvero!) perchè è evidente che le Sardine lo stiano mettendo sotto a livello di comunicazione. Le sardine stanno sconfiggendo la Bestia.

Parlando di elezioni, Lega, Fratelli d’Italia e ciò che rimane di Forza Italia dicono che libereranno prima l’Emilia Romagna e dopo la Toscana…beh ricordate a questi signori che le nostre regioni, come tutto il Paese, già sono state liberate nel 1945. Se se ne sono dimenticati, facciano un salto il 25 Aprile in qualche piazza dove si celebra una festa nazionale che loro spesso dimenticano di onorare blaterando stupidaggini. Tra l’altro il confronto tra Bonaccini e la Borgonzoni in TV ha evidenziato il divario tra i due: via giù, la candidata leghista è totalmente vuota di contenuti e competenze, non scherziamo!
Molte delle persone scese in piazza, pur schierate contro la destra, fanno fatica ad identificarsi nei partiti di centrosinistra, nel PD, ed in tante decisioni prese da quell’area politica negli ultimi anni e questo introduce una piccola storia triste: questi ragazzi del movimento delle Sardine stanno facendo una cosa straordinaria e nel farlo mettono in evidenza una grande debolezza del centrosinistra, l’incapacità di parlare ai cittadini, giovani e non, con un linguaggio comune, comprensibile, snello, easy. Se avessimo organizzato noi manifestazioni del genere, con la nostra classe dirigente ingessata, saremmo stati in grado di coinvolgere solo qualche pensionato che sarebbe stato cooptato senza presentare il minimo entusiasmo…altro che sardine, ci avrebbero chiamati gli scorfani! Dobbiamo ammetterlo, noi del PD, non solo non siamo stati in grado di parlare a queste persone, ma anche di non aver rivolto i nostri sforzi verso i giovani, verso il loro coinvolgimento…se proprio dobbiamo raccontarla tutta, poco abbiamo dedicato anche all’ascolto in generale (sto parlando dei PD regionali e provinciali in particolare). Linguaggio e contenuti inadeguati e scarsa attenzione. Le dinamiche interne hanno preso il sopravvento ed impedito al partito di guardare e capire cosa accadesse al suo esterno. Le dinamiche interne hanno rotto il cazzo. Si può dire?

Beh, la fortuna è che, in questa fase delirante che vede molti ex amministratori e dirigenti del PD andare verso Italia Viva (in questo contesto ittico, non me ne vogliano, direi che loro sono i barracuda della situazione), abbiamo la possibilità di ricostruire guardando al mondo delle sardine. Questi ragazzi stanno segnando un percorso che dobbiamo prendere come esempio per costruire una (nuova) seconda occasione: ascoltiamoli senza nessuna strumentalizzazione e parliamo con loro, capiamo, impariamo a parlare come loro. Questa storia può essere un buon nuovo inizio, se noi del PD saremo in grado di smettere di fare gli scorfani.
Dicevo della piazza…ci vediamo il 30 Novembre a Firenze. Non mancate!

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