Rispetto alla partita di ieri sera, credo sia successo solo quello che era lecito aspettarsi: passi trovarsi indietro in classifica, ma perdere lo scontro diretto contro una squadra che ha speso 100 milioni in meno per il mercato, che spende quasi 150 milioni in meno di stipendi all’anno e che si presenta senza 4 giocatori chiave in campo, con un terzino schierato in mediana, sarebbe per la Juve stata roba da gatti fradici dati ner muso pè la coda, come avrebbe detto Vezio Benetti.
Tutto secondo copione quindi: la Juve con Chiesa e Kulusevski (costati 90 milioni in due), Ronaldo e Dybala (44 milioni di ingaggio lordo in due), De Ligt (costato 75 milioni) e Ramsey con i loro ingaggi da circa 8 milioni netti a stagione, che ha avuto la meglio su Calhanoglu e soci (il turco, uno dei rossoneri più rappresentativi, percepisce uno stipendio nettamente inferiore a quasi tutte le riserve bianconere).
La media degli ingaggi netti degli undici in campo è stata 3,36 milioni per il Milan contro 7,7 milioni per la Juve ed anche tra i giocatori che sono subentrati c’è stata grande differenza: 0,74 milioni la media degli ingaggi dei rossoneri contro il 3,16 delle riserve bianconere. Se pensiamo poi che Arthur, costato 72 milioni, è entrato solo nel finale, è evidente che non ci dovrebbe essere storia.
La classifica però parla di un Milan che sta dicendo la sua nonostante questa enorme sproporzione economica tra le due società, sintomo del fatto che il progetto tecnico sta dando buoni frutti. Non si deve dimenticare infatti che il lavoro intrapreso da Pioli, Maldini e Moncada è incentrato sulla valorizzazione dei giovani come fece l’Arsenal di Venger del quale l’attuare amministratore delegato rossonero Gazidis fu dirigente. Non è un caso che l’età media delle formazioni schierate dal Milan sia di soli 23,7 anni, la più bassa, non solo della Serie A, ma di tutti i campionati europei (fonte SKY).
E’ logico quindi aspettarsi che, visti budget ed esperienza, lo scudetto alla fine se lo contenderanno Juve ed Inter e noi ce la vedremo con Roma, Napoli ed Atalanta per il terzo e quarto posto, con Sassuolo, Verona e Lazio pronte a fare da guastafeste.
E’ vero che siamo stati abituati ad altro in passato e che questo non è propriamente un grande Milan, ma è un progetto tecnico coerente che andrà valutato nel tempo e che inevitabilmente per rimanere ad alti livelli dovrà essere sostenuto da un progressivo incremento del budget.

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