Lo dicevo in un vecchio post: con questa rosa il Milan non può ambire alle posizioni apicali della Serie A, figuriamoci poi ad una Super Lega con tutte le big europee! Tralascio in realtà il discorso Super Lega, però è chiaro che il Milan con questa rosa sarebbe andato a fare gran belle figuracce contro Bayern Monaco, PSG e Manchester City.
In merito alla partita contro la Lazio, la gara ha evidenziato per i rossoneri una condizione fisica inadeguata, imputabile forse in parte anche ai preliminari di Europa League che hanno costretto la squadra ad anticipare l’inizio di una stagione che, causa COVID era già complicata. La condizione atletica della Lazio ieri sera quindi è stata nettamente superiore e a mio avviso la pur evidente irregolarità che dà il via al contropiede che regala il 2-0 ai biancocelesti, influisce sì, ma fino ad un certo punto sul risultato visto che già nel primo tempo il Milan era stato graziato dal VAR che ha annullato la rete di Lazzari per un fuorigioco impercettibile. L’episodio, fortunato per il Milan, avrebbe dovuto fungere da campanello di allarme, invece i rossoneri sono rimasti in campo compiendo sempre gli stessi errori: attacco a testa bassa con Rebic e Mandzukic centrali e troppo statici, ben controllati da Acerbi e soci, Calhanoglu tra le linee messo sotto fisicamente dai mediani biancocelesti e gli esterni rossoneri a girare a vuoto. I terzini del Milan hanno giocato entrambi molto alti (Hernandez ha anche commesso molti errori in appoggio e perso nettamente la sfida con Lazzari) costringendo i difensori centrali a giocarsi il 2 contro 2 contro i velocisti Immobile e Correa. Kjaer e Tomori tra l’altro tendevano ad assecondare i movimenti degli avanti biancocelesti facendosi portare molto larghi, concedendo quindi ampi spazi per i filtranti centrali di Louis Alberto e Milinkovic. Atteggiamento tattico suicida, viene da chiedersi se la partita sia stata preparata bene dal punto di vista delle marcature preventive. Se l’è chiesto anche Pioli durante l’intervista ai microfoni di Sky. I principi di gioco di Pioli sono chiari: riconquista della palla alta, andare uomo su uomo difendendo in avanti…ma cosa succede se la condizione atletica non ti sostiene in questo tipo di gioco? Arrivi sulla palla in ritardo, salta il primo pressing e si aprono voragini. Come ieri.
Non che la prestazione del Milan sia stata tutta da buttare, nel primo tempo il Milan ha costruito occasioni che avrebbero anche potuto portare al pareggio, ma davanti il Milan non punge, tira poco e male, non è un caso se nel girone di ritorno l’attacco rossonero è solo il 9′ della Serie A
Andando oltre alla partita di ieri però, non si possono dare tutte le colpe a Pioli: l’impressione di molti durante il girone di andata era che i rossoneri stessero andando oltre il reale valore della rosa ed è evidente che l’organico del Milan non può competere con quello dell’Inter e qualitativamente anche Juve (in forza di un budget molto più alto), Napoli e Lazio sembrano avere qualcosa in più. Diverso il discorso dell’Atalanta, squadra dominante la cui forza più che nei singoli, sta in un progetto tecnico efficace ed intelligente e Roma che si trova indietro perchè non riesce ad affiancare con continuità all’ottima fase propositiva, una fase di non possesso all’altezza.
In aggiunta a questo, è doveroso riconoscere che il mercato di gennaio è stato un grande flop. Per non nuocere troppo alla figura di leader di Ibrahimovic gli è stato affiancato uno spompato Mandzukic che dopo mesi non ha ancora ripreso una forma fisica accettabile ed il cui contributo è stato nullo, Meitè, dopo qualche partita incoraggiante, ha dimostrato tutti i limiti per i quali era finito in panchina a Torino (non al Barcellona) e Tomori, preso in prestito con diritto di riscatto altissimo, ha messo in mostra grandi potenzialità ma nelle partite contro Sassuolo e Lazio è affondato insieme al resto della squadra, saltato come un birillo sia da Correa che da Raspadori (questo sì che lo prenderei subito).
Se aggiungiamo che Dalot e Brahim Diaz, in prestito secco, non hanno convinto come Hauge che è ancora acerbo (su Tonali invece la penso diversamente da molti, a me piace anche se è evidente che deve crescere), che Leao sembra in questo momento più determinato nel ruolo di rapper che di calciatore (nonostante potenzialità fisiche e tecniche di livello assoluto) e che altri elementi in rossa hanno dimostrato di non essere all’altezza (Castillejo e Krunic su tutti), è evidente che per ambire al quarto posto serve altro (poi ci sarebbe da parlare dii Calhanoglu e Donnarumma, giocatori fondamentali, fatti arrivare a scadenza del contratto, con il primo che sembra oggi il gemello scarso di quello del girone d’andata…ma questo è un altro discorso).
A questo punto il Milan deve cambiare registro e fare tutto il possibile per chiudere al 4′ posto (il calendario prevede altri due big match contro Juve ed Atalanta), il gioco dispendioso di inizio stagione non è adatto alle condizioni della squadra e forse arretrare il pressing di 10-15 metri e cercare di mantenere la superiorità numerica in fase difensiva non sarebbe sbagliato in questo momento, Pioli deve lavorare sulla testa dei suoi giocatori e trovare varianti tattiche per compensare il momento di difficoltà fisica. Poi arriverà il momento di discutere sul progetto tecnico: rimanere una squadra da 5′-6′ posto e sperare in un miracolo o costruire una rosa da campionato di vertice? Questione di budget.

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